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Il caffè rende sordi?

Il caffè rende sordi? Non proprio, ma può aiutare eventuali disturbi dell’udito a peggiorare a tal punto da arrivare alla sordità. Sono queste le conclusioni di un gruppo di scienziati canadesi. E più precisamente di quelli della McGill University. Secondo i risultati di questa ricerca, coloro che amano bere molto caffè dovrebbero stare attenti in ambiti in cui i decibel salgono esponenzialmente come i concerti musicali o gli aeroporti. La caffeina infatti avrebbe un forte impatto sull’udito, portando ad un recupero più lento da parte dell’orecchio dopo essere stato sottoposto a dei rumori troppo forti. I danni in alcuni casi potrebbero rivelarsi addirittura permanenti.  L’esperimento è stato condotto su delle cavie, ma i risultati ottenuti hanno portato i ricercatori ad ipotizzare che per l’essere umano  il processo sia esattamente lo stesso. L’udito dei roditori presi a campione è stato testato in ambienti molto rumorosi sia in caso di somministrazione di caffè, sia nella sua mancanza. Nello specifico si è trattato dell’esposizione per 60 minuti dei murini ad un rumore molto simile a quello che le persone ascoltano ogni volta che vanno ad un concerto rock. Questo è avvenuto per 8 giorni. Al termine del periodo di sperimentazione è stata rilevata una differenza significativa nella perdita dell’udito tra i due gruppi di animali.  I mammiferi che avevano assunto 25 mg di caffeina giornaliera durante l’esperimento mostravano maggiori danni all’udito rispetto al gruppo “di controllo”. Spiega uno dei coautori della ricerca: Quando l’orecchio è esposto a rumori forti, può soffrire di una riduzione temporanea dell’udito, chiamata anche spostamento temporaneo della soglia uditiva. Questo disordine è solitamente reversibile nelle prime 72 ore dopo l’esposizione, ma se i sintomi persistono, il danno potrebbe diventare permanente.

Non si tratta di risultati inoppugnabili ma forse un minimo di attenzione nell’esposizione ai rumori forti è bene averla. Magari rinunciando a quella tazza in più di caffè.

 

 

 

(fonte: Medicina Live)

Photo Credit | Thinkstock

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Batterie e apparecchi acustici. Come proteggerli durante l’inverno.

Con l’arrivo della stagione invernale e le basse temperature c’è il rischio che si possano pregiudicare la prestazione sia delle batterie che degli apparecchi acustici: quando il clima si fa rigido, anche la tensione delle batterie si abbassa e la loro durata si può ridurre; è pertanto preferibile conservarle alla normale temperatura ambiente, ovvero intorno ai 20° centigradi, nella loro confezione oppure negli appositi contenitori. Batterie e apparecchi acustici vanno anche protetti con attenzione dal bagnato, che spesso accompagna il clima dell’inverno: a questi dispositivi ed accessori l’acqua può causare danni, dunque è opportuno mantenerli al riparo e conservarli in un luogo privo di condensa e umidità; aprire le porte dei vani destinati ad ospitare le batterie, ad esempio, consente di arieggiare l’interno degli apparecchi e garantire che, in caso di umidità, vi sia possibilità di asciugare le porzioni da essa interessate. Infine, bisogna sapere che improvvisi sbalzi di temperatura – che d’inverno sono molto frequenti, poiché basta uscire di casa e ritrovarsi al freddo fuori, passando da un ambiente riscaldato anche di venti gradi al di sopra del clima esterno verso una condizione assai più rigida – può provocare la formazione di condensa all’interno dei dispositivi audiologici, influendo in tal modo sulle prestazioni degli apparecchi stessi o delle batterie.

 

(Fonte: Rayovac.eu)

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Udito. Orecchie in pericolo con troppi analgesici.

Si rischia di perdere l’udito con l’uso prolungato di antidolorifici. Le donne, in particolare, che prendono paracetamolo (il principio attivo della tachipirina) o ibuprofene (un altro antidolorifico non steroideo di uso molto comune) per lungo tempo (sei anni in media) presentano un maggior rischio di abbassamento dell’udito.

Lo rivela un ampio studio condotto da esperti del Brigham and Women’s Hospital di Boston pubblicato sulla rivista “American Journal of Epidemiology”. Già in passato dosaggi elevati di aspirina erano stati collegati a perdita di udito, un problema comune specie tra gli anziani. Gli esperti hanno analizzato dati relativi a oltre 54mila donne di 48-73 anni arruolate nell’ambito del progetto di ricerca “Nurses’ Health Study”.

E’ emerso un modesto ma significativo aumento di rischio per le donne che hanno usato per un lungo periodo uno dei due antidolorifici. Secondo i ricercatori, ipotizzando l’esistenza di un meccanismo di causa-effetto tra uso di questi farmaci e perdita di udito, si può stimare che il 5,5% dei casi di perdita uditiva nel campione esaminato siano riconducibili proprio all’uso di questi farmaci.

 

(Fonte: Il Gazzettino.it)